Livia Pastore, Founder & CEO, e Sergio Torriani, Founder & Advisor, raccontano perché nasce EnergAIa Solutions e che cosa mette insieme.
«Non costruiamo data center, ma vi diamo l’energia per farli funzionare.» Come spiegate questa frase a chi non vi conosce?
Sergio TorrianiOggi nel mondo dei data center fanno tutti a gara a chi urla più forte, promettendo competenze infinite. Noi preferiamo fare il contrario: mettere paletti chiari e concentrarci solo su quello che sappiamo fare meglio.
Come nasce, quindi, EnergAIa Solutions?
Livia PastoreFrequentando un po’ di eventi del settore, quasi per curiosità, ci siamo accorti che gli operatori avevano un certo bisogno di supporto sul tema energia. E non parliamo solo di firmare un contratto di fornitura (PPA), che è già complesso di suo. EnergAIa nasce proprio per questo: fare da ponte tra il mondo dei data center e quello dell’energia. Spesso il vero scoglio sono le regole e le complessità locali. Per questo aiutiamo i clienti sia a mappare il territorio sia a progettare le soluzioni tecnologiche. Unendo queste due anime, rendiamo i siti industriali — nuovi o già esistenti — molto più appetibili e strategici.
In che modo e per chi avete pensato la vostra offerta?
Sergio TorrianiI giganti del settore (gli hyperscaler) che si contendono i nodi di rete già intasati hanno pochissimo margine di manovra e pesano tantissimo sul sistema elettrico nazionale. Noi ci rivolgiamo a una nicchia diversa: i data center edge e l’Intelligenza Artificiale. Parliamo di strutture più piccole e diffuse sul territorio. Per loro possiamo creare soluzioni energetiche su misura, integrate, sostenibili e decisamente più competitive. Il nostro obiettivo è studiare queste opzioni e, allo stesso tempo, semplificare i passaggi burocratici e l’accettazione dei progetti a livello locale.
Cosa significa, all’atto pratico, offrire soluzioni integrate?
Livia PastoreSignifica non pensare al data center come a un’isola. Quando nasce una nuova struttura, progettiamo insieme anche impianti energetici all’avanguardia. In questo modo non solo copriamo i bisogni del data center, ma aiutiamo anche la rete elettrica nazionale a essere più stabile e resiliente. Un esempio concreto? Se per un data center edge installiamo un sistema di batterie, quel sistema garantirà il backup alla struttura ma potrà anche sostenere la rete pubblica nei momenti di picco o instabilità. Così risolviamo un problema del cliente e creiamo valore per la comunità. Se poi uniamo tutto questo alla mappatura geografica per trovare i punti esatti in cui l’impatto è massimo, il potenziale diventa enorme.
Perché partire proprio ora?
Sergio TorrianiPerché sia il digitale che l’energia stanno vivendo una rivoluzione pazzesca. Tra decarbonizzazione, transizione e nuovi sistemi di stoccaggio, servono risposte rapide e scelte intelligenti. In Italia i data center stanno crescendo a ritmi altissimi, ma siamo ancora in ritardo rispetto ad altri hub europei. Dobbiamo correre, ma con una pianificazione attenta che dialoghi con il territorio e con gli investimenti energetici già avviati.
EnergAIa unisce strategia, tecnologia e relazioni istituzionali. Come siete riusciti a fondere tutto in un’unica visione?
Livia PastorePrima di diventare soci, io e Sergio lavoravamo in settori vicini. Spesso ci confrontavamo per trovare le strade migliori per i nostri clienti e ci siamo resi conto che le soluzioni davvero efficaci richiedevano di unire le forze, le idee e i nostri contatti. I problemi complessi non si risolvono con risposte facili. Serve far sedere tutti allo stesso tavolo e far parlare tutti la stessa lingua.
Ad esempio, la partnership con MindEarth ci ha permesso di creare una piattaforma per studiare il territorio in modo scientifico. Scegliere il posto giusto cambia tutte le carte in tavola e aumenta drasticamente le chance di successo di un progetto.
Cosa cambia in un progetto se si pensa all’energia fin dalla scelta del sito?
Sergio TorrianiCambia tutto. Per fortuna chi sviluppa data center tiene già conto dell’energia, ma spesso vede solo un pezzo del puzzle. Tra allacciamenti, contratti, produzione propria e batterie, le variabili sono infinite. Progettare in modo integrato fin dal giorno zero significa ottimizzare le tecnologie, tagliare i costi (sia di costruzione che di gestione), accelerare i permessi e farsi accogliere meglio dal territorio.